BLOOM AMAVA LEGGERE SEDUTO SUL CESSO - JAMES JOYCE

Un giornale. Amava leggere seduto sul cesso. Spero che non venga a bussare qualche imbecille proprio mentre sono dentro. […]
Con un calcio spalancò la porta instabile del cesso. Meglio fare attenzione a non sporcarmi i pantaloni per il funerale. Entrò, abbassando la testa sotto la piattabanda. Lasciando la porta socchiusa, tra il fetore dell’imbiancatura di calce coperta di muffa e le ragnatele vecchie si slacciò le bretelle. Prima di sedersi sbirciò da una fessura per vedere la finestra dell’appartamento accanto. Il re era nella sua tesoreria. Nessuno.
Semiaccovacciato sul seggio defecatorio aprì il giornale girando le pagine sulle ginocchia nude. Qualcosa di nuovo e di facile. Non c’è fretta. Trattienila un po’. La nostra storia vincitrice. Il colpo magistrale di Matcham. Scritto da Philip Beaufoy, del club degli Spettatori di Teatro, Londra. L’autore ha ricevuto il pagamento di una ghinea a colonna. Tre e mezzo. Tre sterline e tre. Tre sterline tredici e sei.
Trattenendosi, lesse con calma la prima colonna, poi arrendevole e resistente allo stesso tempo, cominciò la seconda. A metà racconto, con le ultime resistenze che cedevano, permise alle sue viscere di liberarsi in tranquillità mentre continuava a leggere, leggendo ancora con pazienza, la leggera stipsi di ieri del tutto passata. Spero non sia troppo grosso se no mi tornano le emorroidi. No, il giusto. Così. Ah! Stitico una pasticca di cascara sagrada. A volte è la vita. Non lo commosse né lo toccò ma era qualcosa di agile e ben fatto. Stampano di tutto oggi. Stagione banale. Continuò a leggere, seduto in tranquillità sopra il suo tanfo che risaliva. Certamente ben fatto. Matcham pensa spesso al colpo magistrale con cui ha sconfitto la Strega che ride la quale ora. Comincia e finisce con la morale. Mano nella mano. Intelligente diede un’altra occhiata a quanto aveva letto e, nel sentire il proprio liquido fluire in tranquillità, invidiò benevolmente Mr Beaufoy che l’aveva scritto ricevendo come pagamento tre sterline tredici e sei.
[…]
Strappò via di netto metà della storia vincitrice e ci si pulì. Poi tirandosi su i pantaloni, si riallacciò e si abbottonò. Spinse indietro la porta malferma del cesso ed emerse dalla semioscurità nell’aria.

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