/image%2F4717381%2F20250905%2Fob_081b18_516m-mvw9el.jpg)
L’uomo che muore due volte e cerca di reinventarsi, in un gioco di identità e destino.
Pubblicato nel 1904, Il fu Mattia Pascal è il romanzo che rivelò il genio narrativo di Luigi Pirandello. Racconta la storia di Mattia, un uomo infelice, oppresso da un matrimonio fallito e da una vita mediocre in un piccolo paese ligure. Un giorno, a seguito di una serie di coincidenze, viene dato per morto: l’occasione di ricominciare sembra a portata di mano.
Sotto una nuova identità, Mattia prova a reinventarsi, libero dalle catene del passato. Tuttavia, l’illusione dura poco: senza legami, senza riconoscimento sociale, la sua vita diventa presto vuota e alienante. Alla fine, non potendo più tornare indietro né andare avanti, sceglie di vivere “da morto”, spettatore ironico e disilluso della propria esistenza.
Il romanzo esprime uno dei nuclei fondamentali della poetica pirandelliana: la crisi dell’identità. L’uomo non ha un’essenza fissa, ma è costretto a indossare maschere che la società gli impone. Liberarsene, come fa Mattia, significa condannarsi a un’angosciosa solitudine.
Con ironia e profondità, Pirandello mette in discussione certezze su vita, verità e apparenza. Il fu Mattia Pascal resta un’opera di straordinaria modernità, che parla ancora oggi al lettore sull’instabilità del sé e sull’impossibilità di possedere una verità assoluta.
/image%2F4717381%2F20260110%2Fob_adcab7_tradu.jpg)
/image%2F4717381%2F20260117%2Fob_74deed_radio-guida-100.jpg)