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SCRIPTA MANENT

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LETTURE SENZA CONFINI


GRANDI CLASSICI IN 300 PAROLE: “ LA NAUSEA” DI JEAN PAUL SARTRE

Publié par Angelo Marcotti sur 1 Septembre 2025, 14:46pm

Catégories : #Grandi Classici in 300 Parole

Un diario filosofico che trasforma la contingenza dell’esistenza in vertigine e libertà.

Pubblicato nel 1938, La Nausea è il primo romanzo filosofico di Jean-Paul Sartre e costituisce una delle espressioni più compiute dell’esistenzialismo novecentesco. Scritto in forma di diario, il libro racconta le vicende di Antoine Roquentin, un intellettuale solitario che vive a Bouville, una cittadina di provincia ispirata a Le Havre.

Attraverso le sue annotazioni quotidiane, Roquentin descrive un progressivo senso di estraneità verso il mondo e verso sé stesso. Gli oggetti più comuni – un sasso, un albero, persino la propria mano – gli appaiono improvvisamente privi di senso, rivelando la loro esistenza “in sé” come qualcosa di caotico, gratuito, opprimente. Questa esperienza, che egli chiama “nausea”, non è un semplice malessere fisico, ma la percezione radicale della contingenza dell’essere: il fatto che le cose esistano senza alcuna necessità, senza alcuno scopo prestabilito.

La scoperta dell’assurdità dell’esistenza conduce Roquentin a una crisi profonda. Egli si rende conto che il mondo non possiede un ordine intrinseco e che l’uomo è condannato alla libertà, ossia a dover scegliere e creare il proprio significato senza riferimenti assoluti. In questo, Sartre rompe con la tradizione filosofica razionalista e religiosa, proponendo un’immagine dell’uomo radicalmente libera ma anche drammaticamente sola.

Nonostante l’angoscia che pervade il romanzo, vi è anche uno spiraglio: l’arte. Di fronte a una canzone jazz ascoltata in un caffè, Roquentin intravede la possibilità che la creazione artistica restituisca un senso, seppure fragile e soggettivo, all’esistenza.

La Nausea non è soltanto un romanzo, ma un laboratorio filosofico narrativo: attraverso la vita di Roquentin, Sartre mostra cosa significhi vivere senza fondamenti, costretti a inventare il senso giorno dopo giorno.

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