Overblog Tous les blogs Top blogs Littérature, BD & Poésie
Editer l'article Suivre ce blog Administration + Créer mon blog
MENU

SCRIPTA MANENT

SCRIPTA MANENT

LETTURE SENZA CONFINI


DIETRO LO SPECCHIO: FRANZ KAFKA

Publié par Angelo Marcotti sur 7 Juillet 2025, 06:52am

Catégories : #Autori sotto la Lente

«Avevo l’impressione che per te fossi solo una nullità [...] Mi facevo compassione, non solo di fronte a te, ma di fronte al mondo intero, perché per me tu rappresentavi la misura di tutte le cose.»
Franz Kafka, Lettera al padre

Franz Kafka, nato il 3 luglio 1883 a Praga, è considerato uno dei giganti della letteratura del XX secolo. Le sue opere, sospese tra realismo e un inquietante surrealismo, indagano con lucidità e angoscia temi universali come l’alienazione, l’ansia esistenziale, l’oppressione burocratica e la vana ricerca di senso in un mondo che sembra sfuggire a ogni logica.

Tra i suoi capolavori:

  • La metamorfosi, la storia di Gregor Samsa, un uomo che una mattina si sveglia trasformato in un enorme insetto, simbolo potente dell’estraneità e dell’isolamento dell’individuo nella società moderna.

  • Il processo, che racconta l’odissea di Josef K., un uomo accusato di un crimine mai precisato e intrappolato in un sistema giudiziario oscuro e impenetrabile.

  • Il castello, la vicenda di un agrimensore che cerca invano di ottenere un permesso per lavorare in un villaggio dominato da un misterioso castello: una metafora dell’inaccessibilità del potere e dell’impossibilità di raggiungere i propri obiettivi.

Kafka era un uomo tormentato, schiacciato da una profonda insicurezza e da un rapporto conflittuale con il padre – come emerge nella celebre Lettera al padre. Durante la sua vita vide pubblicata solo una minima parte delle sue opere; desiderava addirittura che tutto il resto venisse distrutto dopo la sua morte. Ma il suo amico e mentore Max Brod disobbedì a quell’ordine, consegnando al mondo un’eredità letteraria inestimabile. Kafka morì nel 1924, a soli 41 anni, stroncato dalla tubercolosi.

Un’eredità senza tempo
L’influenza di Kafka sulla letteratura mondiale è immensa. I suoi scritti continuano a incantare e inquietare lettori di ogni generazione, per la capacità di scavare nelle profondità dell’animo umano e svelare le contraddizioni e assurdità della realtà moderna.

Dietro lo specchio: l’uomo Kafka

La caratteristica forse più nota di Kafka era la sua paralizzante insicurezza. Si sentiva inadeguato in quasi ogni ruolo: come figlio (schiacciato dall’autorità paterna), come uomo (convinto di essere fisicamente sgradevole) e persino come scrittore, persuaso che le sue opere non avessero alcun valore.

Eppure Kafka non era l’uomo cupo e funereo che spesso immaginiamo. Al contrario, i suoi amici raccontano che, quando leggeva ad alta voce i suoi racconti, era spesso colto da risate incontenibili, contagiando chi lo ascoltava. Il suo era un umorismo nero, beffardo, che sapeva cogliere l’assurdo e il grottesco dell’esistenza.

Max Brod, che lo conobbe meglio di chiunque altro, lo descrisse come un amico generoso e un uomo di straordinaria sensibilità. Kafka era un ascoltatore raro e attento: molti, soprattutto giovani donne, si rivolgevano a lui per consigli, attratti dalla sua intelligenza e dal suo tatto.

Era vegetariano, non fumava, non beveva alcolici né caffè, e praticava ginnastica ogni sera, rigorosamente nudo e con la finestra spalancata, anche in inverno. Amava le lunghe camminate, che potevano portarlo a percorrere chilometri e chilometri fino a raggiungere villaggi lontani che altri avrebbero raggiunto in treno.

Un episodio rivelatore della sua sensibilità: in un periodo in cui la casa era infestata dai topi, Kafka si rifiutò di usare trappole per non infliggere loro sofferenza. Passava notti insonni, angosciato all’idea che uno di quei piccoli animali potesse rimanere intrappolato e morire lentamente. La sua compassione si estendeva a ogni creatura vivente, in un contrasto stridente con la fredda crudeltà dei mondi che descriveva nei suoi libri.

Kafka oggi
Il termine “kafkiano” è ormai entrato nel linguaggio comune per descrivere situazioni assurde, opprimenti e senza via d’uscita. Ma leggere Kafka significa soprattutto confrontarsi con le nostre paure più profonde e con la vertigine del vivere in un mondo che spesso appare incomprensibile.

Un autore che, a distanza di un secolo, non smette di parlare a chiunque cerchi risposte – o semplicemente voglia guardare dietro lo specchio.

 

Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :

Archives

Nous sommes sociaux !

Articles récents