Overblog Tous les blogs Top blogs Littérature, BD & Poésie
Editer l'article Suivre ce blog Administration + Créer mon blog
MENU

SCRIPTA MANENT

SCRIPTA MANENT

LETTURE SENZA CONFINI


CINA, TRUMP E IL NUOVO ORDINE MONDIALE: JEFFREY SACHS SPIEGA COSA CI ATTENDE

Publié par Radu Trofin sur 11 Août 2025, 15:02pm

Catégories : #Futurologia

Ci sono voci che, in un mondo assordato da propaganda e slogan, riescono ancora a proporre un’analisi lucida e ragionata. Jeffrey Sachs è una di queste. Economista di fama internazionale, consigliere di governi e istituzioni globali, è noto per la sua capacità di leggere le trasformazioni geopolitiche con uno sguardo ampio e indipendente.
In questa intervista, Sachs affronta alcuni dei nodi più caldi della nostra epoca: la rivalità tra Stati Uniti e Cina, il ruolo dello “Stato profondo” nella politica americana, il multipolarismo e i possibili scenari per l’ordine mondiale. Le sue parole sono un invito a guardare oltre l’attualità di superficie, per capire le forze profonde che stanno ridisegnando il pianeta.

La tregua commerciale USA–Cina: un equilibrio instabile

Ad agosto scadrà la tregua sui dazi tra le due superpotenze. Sachs è convinto che nessuna delle due possa prevalere sull’altra:

«Gli Stati Uniti hanno imparato che non possono imporre la propria volontà alla Cina… entrambe le parti traggono un reciproco vantaggio dalla prosecuzione degli scambi».

Non ci sarà una pace definitiva, ma piuttosto un’altalena di tensioni e compromessi. In prospettiva, la Cina dovrà ridurre la dipendenza dai mercati occidentali e rafforzare le esportazioni verso Asia, Africa e America Latina, dove la domanda è in crescita e la concorrenza statunitense è meno aggressiva.

Un sistema politico americano in affanno

Guardando alla politica interna, Sachs prevede che i Democratici possano riconquistare una o entrambe le Camere del Congresso nelle prossime elezioni di medio termine. Ma l’impatto sarebbe limitato:

«Trump governa principalmente per decreto esecutivo, non per legge… Si tratta di una sorta di dittatura soft».

Per l’economista, gli Stati Uniti stanno vivendo una crisi istituzionale: polarizzazione, sfiducia verso entrambi i partiti e un Congresso quasi impotente alimentano un sistema dove la Corte Suprema e lo “Stato profondo” giocano un ruolo centrale.

Lo “Stato profondo” e la continuità della politica estera

Secondo Sachs, i cambi di presidente non modificano la sostanza della politica estera americana:

«È lo Stato profondo a guidare la politica estera, non l’opinione pubblica o i presidenti».

Obama ha avviato l’offensiva contro la Cina, Trump l’ha inasprita, Biden l’ha confermata. Dietro le quinte opera un insieme di forze permanenti – esercito, intelligence, industria bellica e alleati esteri – che indirizzano la strategia americana al di là delle elezioni e dell’opinione pubblica.
Il risultato è una linea estera costante, spesso aggressiva, che si è vista in Ucraina, Medio Oriente e Pacifico.

Il multipolarismo come realtà inevitabile

Sachs individua una tendenza di fondo: il centro di gravità economico si sta spostando verso il cosiddetto “Sud globale”. Cina, India, Russia e altre economie emergenti stanno colmando il divario con l’Occidente.

«L’egemonia occidentale è finita… Gli Stati Uniti non saranno in grado di impedire l’emergere del multipolarismo».

La Cina, in particolare, è già leader in settori come energie rinnovabili, veicoli elettrici, batterie, 5G e intelligenza artificiale applicata alla produzione. Gli Stati Uniti, dice Sachs, non hanno un piano coerente per mantenere il loro primato e rischiano di spingere il mondo verso conflitti inutili.

Il consiglio alla Cina

Di fronte a un’America ostile e a un’Europa sempre più allineata, la Cina dovrebbe guardare altrove:

«Il restante 70% del mondo vuole relazioni economiche e diplomatiche forti con la Cina».

Sachs invita Pechino a rafforzare i legami con l’ASEAN, l’Unione Africana e i Paesi dell’America Latina, investendo in infrastrutture comuni e tecnologie verdi. Hong Kong, con la sua forza finanziaria e la vicinanza a Shenzhen e alla Greater Bay Area, potrebbe diventare un hub globale della transizione ecologica e digitale.


 

Tre possibili futuri per l’ordine mondiale

Sachs immagina tre scenari per i prossimi decenni:

  1. Un nuovo multilateralismo, con un’ONU riformata che includa realmente le potenze emergenti.

  2. Un mondo diviso in blocchi, con l’Occidente arroccato in una nuova Guerra Fredda.

  3. Il caos globale, alimentato da cambiamento climatico, guerre e crisi geopolitiche.

Il primo è di gran lunga il più auspicabile, ma Sachs teme che gli Stati Uniti preferiranno il secondo:

«L’Occidente dovrebbe smettere di chiedersi “Chi è il primo?” e chiedersi invece: Come può il mondo intero collaborare per il bene comune globale?»

Le parole di Jeffrey Sachs sono un monito e una sfida. Ci ricordano che la storia non è una sequenza inevitabile di eventi, ma il frutto di scelte politiche, interessi e visioni del mondo.
Il multipolarismo non è un’ipotesi: è già tra noi. Accoglierlo o respingerlo determinerà non solo il destino delle superpotenze, ma anche la stabilità e la prosperità del pianeta. In un’epoca in cui il confronto rischia di degenerare in scontro, la cooperazione globale non è più un’utopia: è una necessità.


 

Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :

Archives

Nous sommes sociaux !

Articles récents