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La madre di Analìa Torres morì di una febbre nervosa quando lei nacque, e suo padre non sopportò la tristezza e due settimane più tardi si sparò una rivoltellata al petto. Agonizzò per diversi giorni con il nome della moglie sulle labbra. Suo fratello...
Il minuto 31 Il sole di Pescara filtrava tra le nuvole, tiepido e ingannevole. Era il 14 aprile 2012, trentunesimo minuto del primo tempo. Piermario correva, come aveva sempre fatto: passo ampio, sguardo fisso sulla palla, quel modo inconfondibile di...
Il campo di sabbia Il sole del pomeriggio scivolava stanco sul margine del villaggio di Kaolack. Sulla terra secca, tra case di fango e baracche di lamiera, c’era un piccolo campo senza linee bianche né tribune: due pietre per pali e un pallone sfinito...
Il Caffè dei Visionari non ha indirizzo. Appare solo a chi lo evoca, come un ricordo troppo vivido per essere sognato. Quella sera era a Parigi, nel dedalo umido del Quartiere Latino. La pioggia scendeva lenta, quasi musicale, e l’aria sapeva di carta...
Il castello, nel quale il mio domestico s’era deciso di penetrare a viva forza, anziché permettermi, deplorevolmente ferito come io era, di passare una notte all’aria aperta, era una di quelle costruzioni, indecifrabile miscuglio di grandezza e di melanconia,...
Erano le due di notte quando Francesco e io, per caso ma era davvero un caso? – passammo dinanzi al numero 37 di viale Calzavara, dove abita il poeta. Come è giusto e simbolico, il celebre poeta abita all’ultimo piano della grande casa, alquanto squallida....
U! U! Ho io scritto questa lettera terribile, questa vocale spaventosa? L’ho io delineata esattamente? L’ho io tracciata in tutta la sua esattezza tremenda, co’ suoi profili fatali, colle sue due punte detestate, colla sua curva abborrita? Ho io ben vergata...
Il vecchio Koskoosh ascoltava avidamente. Benché la sua vista fosse scomparsa da tempo, l’udito era ancora buono, e il suono leggerissimo penetrava fin nella vaga intelligenza che dimorava ancora dietro la fronte rugosa, ma che non contemplava più le...
Si; è vero! – son nervosissimo, spaventevolmente nervoso – e lo sono stato sempre; ma perché volete pretendere ch’io sia pazzo? La malattia m’ha aguzzato i sensi, ma non li ha distrutti, non li ha ottusi. Più di tutti gli altri, avevo finissimo il senso...
Il re sollevò il capo dal grande tavolo di lavoro fatto d’acciaio e diamanti. ” Che cosa diavolo cantano i miei soldati? ” domandò. Fuori, nella piazza dell’Incoronazione, passavano infatti battaglioni e battaglioni in marcia verso la frontiera, e marciando...
— Perbacco! E, rimettendomi il cappello, mi voltai a guardare la bella sposina tra il fidanzato e la vecchia madre. Dri dri dri … — ah come strillavano di felicità sul lastrico della piazza assolata, nel mattino domenicale, le scarpe nuove dell’amico...
Non eravamo più giovani, eppure ci scappavano fatte delle cose inesplicabili. Ci trovavamo i pomeriggi della domenica su per quella scala buia, chiusa fra due pareti, e salivamo fino al pianerottolo che una finestra aperta sul cielo nudo rischiarava....
" l'Assalto al grande convoglio" di Dino Buzzati è un racconto intrigante che esprime la forza dello stile narrativo dell'autore, noto per la sua capacità di mescolare elementi surreali con riflessioni profonde sulla natura umana. La trama segue un gruppo...
Howard Phillips Lovecraft, spesso citato come H.P. Lovecraft (1890-1937), è stato uno scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe e considerato da...
Il vagabondo è un uomo che non ha avuto il coraggio del suo vero nome: ma anche i poeti, oggi ancora, non hanno un nome…Quando fu il giorno in cui dovetti pronunciarmi sul mestiere, a mio padre che me lo chiedeva, risposi: Voglio fare il venditore di...
E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio...
Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d’ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall’ospizio, dov’erano stati a visitarlo.Pareva provassero un gusto particolare a darne l’annunzio coi termini...
Con la valigia in mano, mi lanciai, gridando, sul treno che già si scrollava per partire: potei a stento afferrarmi a un vagone di seconda classe e, aperto lo sportello con l’aiuto d’un conduttore accorso su tutte le furie, mi cacciai dentro. Benone!...
Un mattino verso le dieci un pugno immenso comparve nel cielo sopra la città; si aprì poi lentamente ad artiglio e così rimase immobile come un immenso baldacchino della malora. Sembrava di pietra e non era pietra, sembrava di carne e non era, pareva...
“ Eppure battono alla porta” è una delle tante storie contenute nel libro “La boutique del mistero” di Dino Buzzati. Il filo conduttore di tutti questi racconti è ( come specifica il titolo della stessa raccolta) il mistero. Un testo misterioso quello...
Una volta c’era nel mare una balena che mangiava i pesci; tutti i pesci che incontrava, senza nessuna distinzione. Mangiava il carpione e lo storione, il nasello e il pesce martello, il branzino e il delfino, i calamaretti e i gamberetti, la triglia e...
... Francis Scrymgeour, contabile alla Banca di Scozia in Edimburgo, era giunto all’età di venticinque anni vivendo una sua quieta, onorata, domestica vita. La madre gli era morta ch’egli era ancora in tenera età, ma il padre, uomo tutto senno e probità,...
Non so quanti anni siano passati, se quindici o venti. Me ne stavo a sedere in casa, era una calda sera d’estate e mi sentivo spento. Uscii dalla porta e mi ritrovai in strada. L’ora di cena era già passata per un mucchio di famiglie, che ora si erano...
Quel tratto di mare violaceo davanti alla finestra rinfrescava tutta la stanza. Mi accadde di svegliarmi all’alba, un poco inquieta e seduta contro il guanciale fissare un momento la finestra aperta, poi ricordo che mi venne da sorridere e accesi una...
La donna di picche è considerata l’opera narrativa più riuscita di Puškin, la cui prosa è caratterizzata da uno stile limpido ed essenziale che è stato accostato a quello di Cesare e di Voltaire. Il racconto fonde in maniera originale l’elemento fantastico...
Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo...
C’era una volta nel bosco un piccolo abete, che avrebbe dovuto essere molto contento della propria sorte: era bello, e in ottima posizione; aveva sole e aria quanta mai ne potesse desiderare, e amici più grandi di lui, pini e abeti, che gli stavano d’attorno...
Tutti, i giorni, finita la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del gigante. Era un giardino grande e bello coperto di tenera erbetta verde. Qua e là sull’erbetta, spiccavano fiori simili a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano...
Il primo bagno dell’anno i ragazzi di Piazza dei Dolori lo fecero una domenica d’aprile, col cielo azzurro nuovo nuovo e un sole allegro e giovane. Scesero correndo per i carrugi sventolando le brachette di maglia rattoppate, qualcuno ciabattando già...
Di quel ch’ero allora non resta più niente: appena uomo, ero ancora un ragazzo. Lo sapevo da un pezzo, ma tutto avvenne alla fine dell’inverno, una sera e un mattino. Stavamo insieme, quasi nascosti, in una stanza che dava su un viale. Silvia mi disse,...